WABI SABI

2012 – oggi

Nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto.

Wabi Sabi è uno zoom-out spaziotemporale, un allontanamento dalle comfort zone dell’antropocentrismo, un confronto fra i mutamenti a cui il tempo impone. Piante, animali, architetture, oggetti fotografati in tutto il mondo in una ricerca durata otto anni: ciascun elemento si libera del contesto visivo a cui appartiente e si connette al resto del mosaico diventando altro, creando suggestioni, metafore. Cambiamenti impercettibili e rapidi come un battito di ciglia si mostrano accanto ad evoluzioni millenarie. Nel mezzo, l’uomo, proiettato nel qui ed ora, incessantemente impegnato a costruire, trasformare, distruggere. È lui il punto di partenza e di arrivo; è lui, effimero e fragile quanto i suoi artefatti, l’unico in grado di interrogarsi sull’inizio e la fine delle cose, sulla loro costante trasfigurazione.